Chi siamo noi. La nostra storia

Ciao! Sono Marica e oggi voglio raccontarvi com’è nato il nostro studio di Architettura del Paesaggio DipintoSucci, e chi siamo noi, attraverso le nostre esperienze!

Innanzitutto, chi non siamo:

Noi non siamo degli Archistar, non siamo giardinieri, non siamo vivaisti, non siamo multimilionari di successo e anche lo fossimo, continueremmo a lavorare per ciò che ci appassiona.

Siamo delle persone come te che stanno lavorano per divulgare la cultura del paesaggio e divulgare la nostra professione: noi siamo Paesaggisti, una professione che racchiude dentro sé tante figure professionali. Per questo motivo noi siamo anche un po' agronomi, un po' architetti, un po' psicologi, un po' arredatori, un po' muratori e un po' giardinieri, ma fondamentalmente noi siamo i tuoi consulenti!

Oggi ti raccontiamo la nostra storia fatta di sacrifici, studio, ricerca e tanta passione.

Siamo di Forlì, io e Domenico ci siamo conosciuti durante le superiori, e ci siamo diplomati entrambi come Geometra. Durante il corso degli studi superiori ci siamo sempre di più allontanati al mondo dell’edilizia per avvicinarci al mondo del verde, un mondo allora sconosciuto che volevamo approfondire. Nonostante la nostra passione per le piante dopo il diploma abbiamo lavorato in diversi studi tecnici, ma sentivamo che non era il nostro mondo; tra pratiche, comune, catasto e uffici ci sentivamo soffocati. Vi è mai capitato di andare al lavoro e contare le ore che ti rimangono alla fine della giornata? Tutto questo dopo neanche qualche mese che hai iniziato a lavorare? A noi è capitato, mi ricordo che contavo anche i minuti e pensavo a quando sarebbero arrivate le vacanze!

Ci sembrava veramente ridicolo tornare a casa e lamentarci della nostra vita a soli 20 anni!

Poi una svolta, un’illuminazione ha segnato la nostra vita. Come unire la nostra passione per le piante alla passione per la progettazione? Abbiamo scoperto che c’è una facoltà a Imola, che si chiama ‘Verde ornamentale e Tutela del paesaggio’, che fa proprio questo: piante, arte, natura, progettazione tutto in un'unica triennale. Fantastico! La triennale ci ha fornito i mezzi necessari per partire, le conoscenze di base di botanica, irrigazione e di progettazione che abbiamo poi approfondito durante la magistrale in Architettura del Paesaggio presso l’interateneo Genova-Torino-Milano.

Siamo passati da contare le ore in ufficio a sperare di avere più ore per poter studiare!!

Ma ancor prima di finire la magistrale ci siamo chiesti cosa avremmo fatto dopo, una voce ci ha assillato per gli ultimi anni di Università. Come trasmettere la nostra passione agli altri? Come trasformare ciò che abbiamo studiato in realtà? La crescente volontà di comunicare messaggi e idee, attinenti al tema della salvaguardia ambientale, hanno stimolato la ricerca di metodi e tecniche di divulgazione efficaci. Siamo abituati a manipolare oggetti nella realtà virtuale, ma siamo fatti di un corpo materiale. Il legame con l’oggetto fisico, soprattutto se di origine naturale, è qualcosa di più vero e significativo, più semplicemente utilizzabile come metodo divulgativo di tematiche legate all'ambiente e alla tutela. La volontà di sviluppare qualcosa nell'immediato ha portato a sperimentare i progetti nel campo delle installazioni effimere come veicolo divulgativo, ed è proprio dalle installazioni effimere che parte il nostro percorso di crescita personale, di domande, di vittorie e di sconfitte.

Immagine 1 – Forlì in fiore, allestimento dell’anno 2019

Vi voglio raccontare la nostra prima installazione che è stato possibile grazie al concorso bandito dalla Fiera di Pordenone in occasione del Festival dei giardini al quale abbiamo partecipato e vinto. Non voglio annoiarvi a spiegarvi il concept di progetto che potete trovare qui, https://www.dipintosucci.com/progetti/dicotomia/, ma voglio raccontarvi il Festival dal nostro punto di vista.

Provate a immedesimavi nella nostra situazione: giovani appena laureati, con la voglia di raccontare qualcosa e di divulgare l’amore per la natura, inesperti e con solo teoria alle spalle, potete capire a cosa siamo andati incontro vero?

Ma partiamo dal principio, ogni concorso ha un tema principale a cui attenersi, l’anno a cui abbiamo partecipato noi era la creazione di un giardino come se ci si trovasse a teatro, in sostanza la messa in scena di uno spettacolo. Abbiamo consegnato il materiale del concorso e siamo stati selezionati, ciò vuol dire: trovare gli sponsor, definire la vegetazione, i materiali inerti, in sostanza come fare il progetto (ovviamente con un budget limitato!).

Siamo stati a Pordenone per 3 settimane, una settimana e mezza per la costruzione e una e mezza di Fiera. Siamo arrivati in fiera e la situazione era questa (Immagine 2): un cumulo di sabbia (12 mc), delle piantine che avevamo comprato e dei porta uova (ci servivano per la semina dei semi); il resto delle piante sarebbe dovuto arrivare dopo qualche giorno dal nostro sponsor, insieme a delle assi in legno che avevamo ordinato per costruire le bordure del giardino.

Immagine 2 – Situazione all’arrivo: un cumulo di sabbia, piantine e porta uova!

Accanto a noi c’era il Vivaio Pivetta (che ancora ringraziamo per la sua disponibilità), che aveva: 10 Bobcat, 20 Operai, delle piante che avrebbero potuto ricoprire 10 volte il nostro giardino, inerti e tutto ciò che serviva per realizzare un giardino in Fiera.

Ah, forse non vi avevo detto che nonostante noi non siamo giardinieri, in questo caso lo siamo stati! Sappiamo cosa vuol dire esserlo e sappiamo cosa fa un bravo giardiniere (La figura del giardiniere).

Tornando a Pordenone questa è stata la prima sfida, come fare a stendere tutta quella sabbia?

Ci siamo ‘rimboccati’ le maniche, abbiamo chiesto umilmente un rastrello e una pala e abbiamo steso la sabbia nel giro di 3 giorni, a mano! Considerate che già la prima sera non mi sentivo più le braccia dal dolore, sono stati tre giorni di ‘dai la cera e togli la cera’, che come nel bellissimo film Karate Kid sono stati un processo educativo che ci ha insegnato innanzitutto a non prendere mai più così tanta sabbia, ma soprattutto che se volevamo dei risultati ci voleva fatica, pazienza e tanta tanta passione.

Inoltre le piante non ci sono state consegnate, causa neve, il legno ci è stato consegnato sbagliato e noi eravamo veramente stanchi! Ma nonostante questo abbiamo realizzato il giardino e l’abbiamo presentato al concorso ricevendo molti feedback positivi.

Immagine 3 –Feedback positivi dalla Fiera di Ortogiardino a Pordenone (PD), grazie a tutte le persone che hanno scritto un pensiero positivo!

E da qui è partito il nostro percorso, abbiamo partecipato e vinto molte altre manifestazioni (richiedendo molta meno sabbia ovviamente!), ricevuto riconoscimenti e combattuto le nostre battaglie interiori continuando a studiare. Se avete visto le nostre installazioni sapete che sono tutte legate da un Fil rouge, la divulgazione della cultura ambientale e il rispetto per l’ambiente stesso, in particolare in tutte le installazioni comunichiamo tramite ‘esperimento sociale’, creando delle provocazioni che possano stimolare il visitatore a un pensiero.

Nel giro di due anni dalla Laurea abbiamo realizzato più di 10 concorsi e abbiamo iniziato la libera professione. Era arrivato il momento di aprire uno studio di progettazione, tutto ciò che avevamo visto, sentito, provato doveva trasformarsi in qualcosa di concreto, e così è nato DipintoSucci!

Immagine 4 - Da dove viene il nome DipintoSucci??

Ma vi starete chiedendo: da dove viene il nome DipintoSucci?

Quando ci siamo soffermati a pensare al nome che avesse dovuto avere il nostro studio ci siamo chiesti, chi siamo noi?

Prima della nostra professione siamo Domenico Dipinto e Marica Succi, allora perché inventarsi un nome? Da qui DipintoSucci, i nostri cognomi, la nostra identità sotto forma di studio.

Potevamo prendere sicuramente strade più semplici come andare a lavorare per un altro studio (fatto durante il periodo universitario), andare all’estero o cambiare lavoro, ma siamo stati terribilmente testardi e nonostante sia un lavoro difficile, fatto di incomprensioni e di sconfitte crediamo fermamente che sia il lavoro più bello del mondo.

Noi Paesaggisti lavoriamo con materia vivente, pensate che progettiamo spazi prevedendo in futuro come saranno, in base alla crescita delle piante e in base a come verrà vissuto quello spazio. Noi Paesaggisti lavoriamo per le persone, i nostri clienti, e non c’è cosa più bella che vederli felici dopo che si è concluso un progetto! Non è un lavoro facile, combattiamo ogni giorno per spiegare cosa facciamo, per spiegare l’importanza di un paesaggista e l’influenza che il verde ha nella nostra vita quotidiana, per questo motivo abbiamo pensato di creare questi articoli, per farci conoscere e per farvi capire chi siamo e cosa siamo, in questo caso la nostra storia. Il nostro lavoro, prima di essere lavoro è una passione. Una passione che coltiviamo ogni giorno al fine di produrre progetti per i nostri clienti basandoci su una comprensione approfondita dei loro bisogni, stile di vita e gusti, ma con una forte attenzione e rispetto verso la natura. Nel nostro tempo libero sperimentiamo le piante e le associazioni da inserire nei vostri giardini, in modo da essere sicuri di ciò che vi indichiamo, andiamo a visitare vivai, giardini, leggiamo libri di Paesaggio e parliamo quotidianamente di Paesaggio, noi siamo questo e non ci sforziamo di esserlo.