Chi siamo, parte 3 - Progetto a 4 mani

Paesaggisti, è questo che siamo. Ma come nasce un progetto? Cosa ispira il risultato finale di un progetto? Queste sono le domande a cui risponderemo in questo articolo. Vogliamo che tu ti possa immedesimare nel nostro lavoro, conoscendo i retroscena della progettazione.

La progettazione di un parco, di un giardino o di qualsiasi altro spazio si articola in due grandi macro-fasi: lo studio preliminare e la progettazione. Lo studio preliminare è essenziale per comprendere i principali fattori che influenzano e vincolano la progettazione stessa (Chiusoli, 1999). Lo scopo è conoscere approfonditamente il luogo da progettare e chi lo vivrà.

1 FASEStudio preliminare, sopralluogo

Ipotizziamo che tu sia un nostro cliente e che il tuo giardino si trovi nella periferia di Milano. Prendi il telefono e ci chiami. Fissiamo un appuntamento per un sopralluogo. Lunedì 10 febbraio 2020 alle ore 15:00.

È lunedì 10 febbraio, una giornata fredda e nebbiosa, ci spieghi come vuoi vivere il tuo spazio. Osserviamo il paesaggio, il tipo di vegetazione, il terreno, capiamo le tue esigenze e i tuoi desideri.

Ciò che avviene durante il primo sopralluogo è necessario per lo sviluppo del progetto e più facile a farsi che a dirsi. Immaginati di camminare in un giardino che vedi per la prima volta, vogliamo farti immedesimare in ciò che proviamo noi.

Il profumo del prato bagnato. Il canto di un uccellino che si posa su un tiglio. Il tiglio non è in buona salute ma attira ancora l’avifauna. C’è un nido! E un percorso che spezza l’armonia del giardino, di un materiale inadeguato. Forse delle lastre su prato sarebbero più adeguate, o forse no. Poi vedi uno spazio che sarebbe perfetto circondato da alberi da frutto, uno spazio in cui si potrebbero passare le serate nei primi caldi. Una recinzione attira l’attenzione, sicuramente una bella siepe mista potrebbe impreziosire lo spazio. Un albero si configura nella testa, un Prunus serrulata ‘Kanzan’, sarebbe perfetto in quel punto. O forse una Syringa vulgaris inebrierebbe lo spazio di profumo. In lontananza vedi i campi coltivati, il loro rigore, la loro geometria ti ispirano delle forme. Forme che potrebbero fare da padrone al giardino. Sensazioni, emozioni positive e negative si alternano e lo spazio si configura nella mente.

Le prime considerazioni sono fondamentali e guideranno tutta la prima fase.

Nella nostra pagina del ‘chi siamo’ descriviamo la nostra filosofia con la parola emozione:

Chiamala se vuoi... emozione

L’emozione è causa e conseguenza di ogni progetto. L’emozione guida la tecnica. E la tecnica lavora di pari passo con l’emozione.

È proprio l’emozione, la curiosità e l’immaginazione che guidano tutta la prima parte del progetto.

Prima di continuare è bene precisare, come ormai saprai, che lo studio DipintoSucci è composto da me, Marica, e Domenico. Abbiamo caratteri e approcci completamente diversi. Non crederai che sia tutto rose e fiori, vero? Funzioniamo perché ci completiamo l’uno con l’altro.

Un esempio pratico lo avrà continuando a leggere, solitamente gli articoli li scrivo io e lui aggiunge dettagli e considerazioni. Così abbiamo pensato di mostrarti i retroscena sia dei progetti che degli articoli scrivendo un articolo a ‘4 mani’. Vedrai tra parentesi le sue note che solitamente aggiungiamo al testo. Anche nei progetti funziona così!

ll sopralluogo lo facciamo insieme [sempre]. La prima fase di bozze, che avviene dopo il conferimento dell’incarico, viene fatta da Domenico [non usare il passivo è un po’ distaccato]. È qui che si aprono le danze. Le prime bozze riportano su carta tutto lo studio preliminare. Disegni, diagrammi, tutto ciò che gli viene in mente finisce su carta. Domenico è un amante di carta e penna.

Immagine 1 – Schizzi di Domenico, prime impressioni sul progetto [con tutti gli schizzi proprio questi?] - [M. Questi avevo!]

2 FASEProduzione di due proposte di progetto

Dopo la prima fase emotiva, inizia la fase in cui bisogna concretizzare, in cui la tecnica deve lavorare con l’emozione. A volte sovrastandola [mi tarpi le ali]. In cui il budget che abbiamo stabilito con il cliente ci suggerisce di stare con i piedi per terra [per fortuna...]. E a questo punto intervengo io, la più pragmatica, concreta e sistematica [aggiungerei un altro aggettivo che rafforzi il fatto che mi ‘smonti’ sempre]. Materializzo due idee progettuali, inizialmente grezze. Due proposte permettono al cliente di avere un ventaglio di idee più ampio [perché inseriamo diversi elementi combinabili nei due “progetti”] (Immagine 2). Dopo aver fatto la parte ‘grossolana’ dei progetti, Domenico fa i dettagli, completando il disegno [vabbè comunque ci consultiamo sempre 😊]. In questa fase si decide la composizione spaziale del giardino, abbozzando piante, materiali e strutture.

Produciamo planimetrie e viste 3D in modo da far comprendere al cliente le nostre proposte progettuali.

Immagine 2 – In base alle esigenze e ai caratteri paesaggistici dell’area si realizzano due proposte progettuali [praticamente sempre]

Le due proposte vengono presentate e si raggiunge un compromesso tra le due. Molto spesso gli elementi si fondono formando una crasi delle due proposte [per ora un buon 70% dei casi].

Dopo questa prima parte il progetto di massima è finito, si passa alla fase dell’esecutivo! 💪

FASE 3 – Progetto esecutivo

Questa è la parte che preferisco! Produciamo [stiliamo, produciamo l’abbiamo già detto troppe volte 😊] un disegno con tutti i dettagli necessari al fine di consegnarlo al giardiniere per l’esecuzione dei lavori. Nel progetto esecutivo scegliamo piante, materiali, quantità ed elementi strutturali del giardino.

Gli accostamenti tra le piante non vengono scelti solo in base a fattori architettonici; come ritmo armonico, accostamenti a livello di forma, colore, profumo, cambiamenti stagionali, ma anche [soprattutto, se no povere piante le portiamo a morire] in base a fattori scientifici. Tra i più importanti troviamo fattori pedologici, climatici, ambientali e paesaggistici. E ancora: i venti, l’orientamento del giardino, la posizione dei percorsi, gli accessi, livelli di inquinamento ambientale etc. [sulla scelta delle piante conviene fare un articolo a parte, a breve su questi schermi 😉].

Inoltre bisogna tenere conto dello sviluppo delle piante nel tempo, di come si muoveranno [ballano! 😊] in giardino, delle loro fioriture e come cambiano la percezione dello spazio in base a volumi e colori.

So che sembra antiqua[ria]to ma in questa parte del lavoro usiamo carta penna [calamaio] e lucidi! In questa fase l’immaginazione gioca un ruolo fondamentale. Profumi, colori, forme, esigenze, un milione di immagini mi passano davanti e mi guidano nella scelta delle piante.

Immagine 3 – Prima fase dell’esecutivo, carta penna e lucidi sono i protagonisti [alla fine piacciono tanto anche a te!!] Questo ci permette di definire le specie vegetali, le masse che occuperanno nel tempo e le loro fioriture nel corso delle stagioni [i viraggi cromatici del fogliame, che bello!].

Solo dopo aver definito la conformazione delle aiuole si passa al computer. Domenico si occupa di migliorare la fattibilità del progetto a livello tecnico[💪]. Fa i disegni tecnici degli elementi compositivi, come pergole, casette, tettoie o piscine in modo da consegnarle agli artigiani [evvai..]. Il risultato lo potete vedere nell’immagine 4 [preparatevi ad emozionarvi [tono sarcastico]… gli esecutivi non sono così visivamente allettanti come i render].

Immagine 4 – Esempio di un progetto esecutivo [visto che emozione]

FASE 4 – Direzione Lavori

Ed eccoci finalmente all'esecuzione dei lavori!! [rumore di missile] Fino adesso abbiamo prodotto materiale cartaceo, abbiamo discusso con il cliente sulle modifiche, raccontato storie [menestrelli] e ascoltato sogni ed esigenze. Ma ora è il momento di essere operativi [signorsì capitano], e siccome l’articolo vuole rappresentare esso stesso il modo in cui lavoriamo voglio mostrartelo tramite immagini, in maniera pratica.

Immagine 5 – 1. La scelta delle piante in vivaio viene fatta in modo da controllare lo stato fitosanitario, il portamento e le varietà più giuste per il progetto. In un secondo momento accompagniamo i nostri clienti in vivaio, questo ci permette di mostrare lo sviluppo della pianta in età matura [e di fargli toccare con mano le piante che verranno inserite nel giardino, è molto diverso vederle dal vivo].

Immagine 6 – 2. Scelta di materiali, degli elementi compositivi del progetto e di tutto ciò che ne fa parte [dalle pavimentazioni, passando per le pacciamature fino ad arrivare a pergole e coperture].

Immagine 7 – 3. Finalmente arriva il materiale in cantiere! [Evvai!!]

Immagine 8 – 4. E ora si può realizzare il progetto! [di nuovo, rumore di missile] Le piante vengono posizionate e piantate da giardinieri esperti, sotto la nostra supervisione. Questa fase è essenziale per la riuscita del progetto, per questo noi seguiamo i lavori, posizioniamo le piante e controlliamo che venga fatto tutto a regola d’arte.

Immagine 9 – 5. Il progetto cresce, vive, respira e si modifica nel tempo. Per questo motivo torniamo regolarmente a vedere i giardini [i nostri cuccioli], anche dopo aver finito i lavori [sempre se il cliente ci vuole]. In questo giardino, ormai giunto alle fasi finali, mancava solo la semina del prato ma dopo solo 4 mesi [secondo me 3] la Lippia nodiflora aveva coperto quasi tutta l’aiuola

Immagine 10 – Foto di un cliente dopo qualche anno. ‘La Buddleja fiorisce abbondantemente e si riempie di farfalle, è bellissima’ [ho anche il video del Papilio machaon (Macaone) se lo vogliamo mettere]

A questo punto il giardino è realizzato e pronto ad essere consegnato. Il risultato è un prodotto vivo, un piccolo ecosistema ricco di interazioni interne [ed esterne]. Piante, animali e persone vivranno quel giardino e lo modificheranno nel tempo. Non possiamo pensare che ciò che vediamo in un render sia ciò che il giardino sarà per sempre, il bello è proprio questo.

Non è un elemento statico, ma vivo e in continuo mutamento.

Il giardino si modifica, cambia, cresce e respira. [un po’ come noi!]