Il potere dei Giardini Terapeutici

DEFINIZIONE E TIPI DI GIARDINO TERAPEUTICO

Il giardino nel corso della storia ha ricevuto diverse accezioni e simbolismi; a partire dall’epoca egiziana dove era visto come luogo di piacere, chiuso da mura, dove trascorrere il tempo e rifugiarsi dalla vita mondana, fino ad arrivare ai giorni nostri, il giardino è sempre stato un luogo dove potersi rilassare, dove passeggiare e migliorare il proprio benessere fisico e psichico. Il verde e la natura hanno sempre avuto forti poteri terapeutici nei confronti dell’uomo, e i Giardini terapeutici o Healing garden ne sono l’esempio. Si tratta di spazi aperti facenti parte di ospedali o strutture socio-assistenziali progettati sia per finalità terapeutiche, sia per migliorare il benessere e la qualità della vita dei pazienti, dei parenti in visita e del personale medico. Il benessere è uno stato che coinvolge tutti i sensi dell’essere umano, e caratterizza la vita di ogni singola persona, malata o non.

Immagine 1- Physical Therapy Clinic, Kennedy Krieger Institute


Bastano dai 3-5 minuti di esposizione alla vista di un paesaggio dominato da alberi, fiori e giochi d’acqua per iniziare ad abbattere i livelli di stress, ansia, rabbia o dolore e entrare in uno stato di rilassamento; a queste conclusioni portano diversi studi effettuati con la misurazione delle variazioni di parametri fisiologici come la pressione sanguigna, la tensione muscolare, l’attività elettrica del cervello o le pulsazioni cardiache.

In America, fin dagli anni ’80 e ’90, sono state condotte molte ricerche scientifiche sul rapporto intercorrente tra la natura e i soggetti malati, che spesso si trovano a trascorrere molto tempo in ambienti freddi e poco naturali. Tra il 1972 e il 1981, Roger Ulrich lo dimostrò per la prima volta, empiricamente, che i pazienti che godevano di una vista sul verde, avevano una livelli di stress inferiori, tempi di recupero più brevi, minor bisogno di antidolorifici e un minor numero di commenti negativi da parte degli infermieri.

Esistono, secondo American Horticultural Therapy Association (AHTA), 4 tipi di giardini terapeutici tra i quali: Healing Garden, Therapeutic Garden, Horticultural Therapy Garden, Restorative Garden.

  1. Healing garden è un termine generico per definire un giardino realizzato in ambiente sanitario; può contenere diverse categorie di giardino terapeutico ed essere diviso in più settori.
  2. Il Therapeutic Garden è il vero e proprio Giardino Terapeutico, una sottocategoria di healing garden, ovvero l’area verde progettata come spazio dove poter sostenere alcuni tipi di terapia (fisica, orticolturale) per raggiungere obiettivi mirati a soddisfare le esigenze di un utente specifico o di un gruppo più ampio di soggetti.
  3. L’Horticultural Therapy Garden, il Giardino per la Terapia Orticolturale (Immagine 2), è una tipologia di giardino terapeutico dove i pazienti si occupano di orto e giardinaggio curando, con l’aiuto di personale qualificato, la vegetazione presente nello spazio verde. L’ortoterapia può essere praticata in un giardino terapeutico ma non ne è una parte essenziale, può non essere presente.
  4. Il Restorative Garden è il Giardino Ristorativo o di Meditazione, non necessariamente inserito in un contesto sanitario ma progettato al soddisfacimento dei bisogni psicologici, fisici e sociali con il recupero delle energie mentali e la riduzione dello stress.

Immagine 2 – Esempio di Ortoterapia


Il giardino terapeutico non ha lo scopo di curare il paziente, bensì di migliorare la qualità della sua vita. Di conseguenza, diminuirà il dolore, lo stress, la depressione e l’ansia. Come spiega Cooper Marcus: ‘Trascorrere del tempo interagendo con la natura in un giardino ben progettato non cura il cancro né guarisce una gamba gravemente ustionata. Ma ci sono buone evidenze che possa ridurre i livelli di dolore e stress e, così facendo, rafforzare il sistema immunitario, in modo da aiutare il corpo a guarire, anche attraverso tutti gli altri trattamenti’.

Numerose sono le spiegazioni scientifiche, avanzate da sociologi, ambientalisti, psicologi e neurologi, sul “potere” terapeutico della natura.

Rachel e Steven Kaplan, due professori dell’Università di Psicologia del Michigan, hanno elaborato la teoria del risanamento dell’attenzione. Essa enuncia che noi utilizziamo quasi sempre l’attenzione volontaria che, essendo orientata al raggiungimento di un obiettivo in un certo senso esaurisce l’energia all’interno del nostro cervello nel tentativo di tener sotto controllo gli altri pensieri che sono in competizione con quelli che ci permettono di raggiungere l’obbiettivo stesso. In giardino, esposti alla natura, utilizziamo invece l’attenzione involontaria, quel tipo di attenzione che agisce lasciando a riposo la mente, che proprio così si ristora.

Quattro sono gli aspetti e le emozioni che il giardino evoca e che attivano l’attenzione involontaria:

- Being away, che significa distrazione, distanza dal problema

- Fascination, che significa incanto, legato alla bellezza, alla meraviglia e alla seduzione che inquietano la mente

- Extent, racchiude in se il concetto di spazialità, compenetrazione, connessione con l’ambiente naturale

- Compatibility, che significa affinità, sentirsi a proprio agio, perché in giardino abbandoniamo le difese.

Il verde quindi agisce prettamente sulla componente emotiva del paziente che è fondamentale nel processo di guarigione e lo aiuta a fortificare il suo temperamento verso una ripresa breve e serena.

Immagine 3 - Upper Chesapeake, Kaufman Cancer Center garden


7 CARATTERISTICHE DEL GIARDINO TERAPEUTICO

La progettazione di aree verdi terapeutiche deve procedere seguendo step tecnici e fasi differenti definite in base al tipo di area, alla sua ubicazione e alle sue funzionalità. La chiave è conoscere la patologia che affligge i pazienti: esistono giardini terapeutici appositamente progettati per malati di Alzheimer, per malati di cancro, per disabili o semplicemente per la riabilitazione.

Immagine 4 – Giardino degli abbracci, Ospedale San Carlo Borromeo di Milano


Indirizzi progettuali generici, diventati punti cardinali di riferimento, sono stati elencati da Clare Cooper Marcus, sul finire degli anni 90. Queste indicazioni si possono sintetizzare nella necessità di trovare all’interno di un healing garden, le seguenti caratteristiche:

  1. Sicurezza e Privacy: mettere a proprio agio il fruitore con lo scopo di farlo sentire in un luogo sicuro come a casa propria, ma anche protetto, rassicurato dal luogo;
  2. Accessibilità: eliminazione degli ostacoli secondo le normative delle barriere architettoniche;
  3. Confort fisico e emozionale: creare dei contesti diversi, per cui il fruitore possa scegliere
  4. Distrazioni positive: rendere lo spazio dal punto di vista architettonico e paesaggistico adatto all’estraniamento dal proprio stress, dalla propria malattia con percezioni e sensazioni positive;
  5. Rapporto con la natura: creare e diversificare le connessioni tra il fruitore e la natura. La componente vegetale deve essere almeno presente per un 70% del giardino. E’ fondamentale un’attenta scelta del materiale vegetale e della sua disposizione. Tutte le piante fiori, arbusti, alberi, specie perenni, bulbose, hanno un forte potere calmante e distensivo, in base all’effetto che vogliamo ottenere si utilizzeranno specifiche associazioni e specifiche caratteristiche delle piante per suscitare un determinato atteggiamento. Ad esempio le foglie di alcune piante arboree, così come le graminacee ornamentali e il bamboo, possono essere utilizzate per richiamare l’attenzione dei visitatori attraverso il rumore provocato dal passaggio del vento: pioppi, salici, betulle sono caratterizzate da un fogliame che produce suoni “magnetici”, capaci di distrarre l’utente riducendone lo stress. Uno tra i tanti criteri di scelta delle specie vegetali si rivolge alle piante aromatiche e a quelle dotate di una spiccata fragranza. E’ stato infatti valutato come anche il solo odore percepito all’interno delle strutture di cura evochi paura e apprensione: il profumo degli alberi, dell’erba, dei fiori, dei frutti e degli arbusti rappresenta un’ottima fuga e distrazione dall’odore antisettico degli istituti medici.
  6. Manutenzione ed estetica: Un buon progetto deve tener conto della manutenzione e del mantenimento del giardino negli anni, al fine di garantire gli obiettivi prefissati;
  7. Sostenibilità: La progettazione di un giardino non deve mai astenersi dall’essere sostenibile dal punto di vista ambientale, rispettoso dell’ambiente instaurando tra i fruitori una sensazione di giustizia sociale, ambientale ed economica.

Immagine 5 - Il rapporto con la natura è di fondamentale importanza


In Italia, la progettazione di giardini terapeutici è ancora ‘giovane’, l’approccio a queste metodologie si stanno approfondendo in questo ultimo decennio. È indubbio che la realizzazione di un giardino che abbia come finalità la cura, non può esimersi da una accurata progettazione partecipata, che tenga conto i diversi aspetti e che coinvolga il personale socio-sanitario, i parenti, il progettista stesso e i fruitori finali dell’area a verde.