Il romanticismo alla portata di giardino: Hydrangea!

Meglio conosciuta come Ortensia, l’Hydrangea fa parte della famiglia delle Hydrangeaceae. Si tratta di una pianta antichissima, di cui sono state trovate tracce fossili collocabili in era Terziaria (Eocene, Oligocene e Miocene), da 70 a 12 milioni di anni fa. Il loro nome deriva dalla crasi di due parole greche hydros (acqua) e angeion (vaso), proprio per la particolare forma delle capsule contenenti i semi, che assomigliano a dei piccoli otri per l’acqua.

Immagine 1 - Hydrangea macrophylla in fiore

Non ci sono difficoltà particolari nella coltivazione delle ortensie: sono robuste e vivono bene in molte regioni temperate. Se messe nell’ angolo “sbagliato” del giardino possono assumere un aspetto un po’ “trasandato”, ma raramente muoiono; tuttavia le ortensie sono in grado di fare ben più di una lotta per la sopravvivenza: se prestiamo attenzione alle modeste richieste di questa pianta (soprattutto idriche), in cambio ci offriranno bellissime fioriture per molti anni. La maggior parte delle Ortensie è da sottobosco, quindi dovremo stare attenti a dove le inseriamo in giardino: una esposizione a nord è una buona sistemazione se non abbiamo a disposizione un grande albero che schermi il sole delle ore più calde.

INFIORESCENZE E COLORI

La caratteristica principale che colpisce delle Ortensie sono le vistose infiorescenze che virano i loro colori dal blu al rosa in diverse tonalità o viceversa. I fiori di diverse varietà di ortensia mostrano questo fenomeno, anche se sono alcune varietà di H. macrophylla e H. serrata a mostrare le più nette variazioni di colore (tra le macrophylla: ”Mathilda Guges”, ”Enziandom”, ”Geoffrey Chadbund”, tra le serrate: “Blue Deckle”, ”Diadem”, “Miranda”). Si è osservato che le fluttuazioni nel colore sono strettamente correlate ad alcune caratteristiche chimiche del suolo, soprattutto il pH. Con un suolo acido, circa a pH 6 varietà geneticamente predisposte riescono a sviluppare fiori blu, anche se valori più bassi (4-4,5), corrispondenti a suoli più acidi, favoriranno in alcune varietà un blu ancora più intenso.

Perché otteniamo questa colorazione blu in suoli acidi?

Alluminio e fosforo sono gli elementi che concorrono a mantenere la colorazione blu delle Ortensie. Se analizziamo i sepali di un’infiorescenza blu scopriremo che è presente un tasso di alluminio ben dieci volte quello riscontrato in un’infiorescenza rosa. Ma l’alluminio nel suolo si presenta come sale solubile, quindi assorbibile dalle radici, solo in suoli acidi col massimo di disponibilità a pH 4-4,5; nei suoli alcalini, invece, l’alluminio è presente ma in forma non solubile e quindi indisponibile per la pianta.

Il fosforo invece deve essere presente in quantità inferiori, è consigliabile utilizzare fertilizzanti a basso contenuto di fosforo e alto di potassio (un rapporto NPK 25-5-30 va bene). La colorazione non dipende però solo da fattori chimici, ma ovviamente anche dalle differenti varietà di Hydrangea. Ci sono varietà che a partire dal rosa di un ambiente neutro, ostentano delle tonalità rosse intense, fino al viola, in suoli acidi, invece dell’atteso blu: per esempio all’interno del gruppo delle Hydrangea serrata ci sono diverse varietà che non assumeranno mai una tonalità blu. Tra queste possiamo citare Hydrangea serrata “Grayswood”, “Beni Gaku”, “Preziosa”; quest’ultima, in suoli acidi, mostra durante la sua prolungata fioritura un’ampia gamma di rosa e rossi sempre più intensi via via che ci avviciniamo all’autunno (Immagine 2).

Immagine 2 – Al centro Hydrangea serrata “Grayswood”

Anche tra le macrophylla ci sono varietà che, in suoli acidi, mantengono la loro colorazione rossa, anzi la intensificano: tra queste, per esempio, “Altona”, “Alpengluhen” (Immagine 3), “Harry’s Red”, oppure le varietà che arrivano fino alle tonalità del porpora e del viola come “Brunette”, “Merveille Sanguine”, “Ami Pasquier”.

Immagine 3 –Hydrangea macrophylla “Alpengluhen”

Determinata la varietà e la colorazione che vogliamo ottenere possiamo ricreare il chimismo adatto con l’apporto di sostanze come i sali di alluminio ma noi preferiamo adattarci al suolo che troviamo in giardino senza operare inutili forzature. Con suoli acidi ci possiamo aspettare Ortensie blu mentre con suoli alcalini o neutri ci aspettiamo bellissime Ortensie che vireranno il loro colore in base a quello che la natura del luogo ci offre.

Inoltre l’infiorescenza una volta sfiorita permane nella pianta colorandosi di color bronzo, offrendoci uno spettacolo nella stagione autunnale e invernale (Immagine 4).

Immagine 4 – Il colore dell’Ortensia che vira verso il bruno nella stagione autunnale

Immagine 5 – Infiorescenza dell’Ortensia in inverno

PRINCIPALI SPECIE E VARIETA’

Generosa e vistosa è l’Hydrangea macrophylla (Immagine 6), proveniente dalla Cina e dal Giappone è disponibile in moltissime varietà. Queste Ortensie hanno un portamento arbustivo con foglie ovali. Hanno una forma piena e tondeggiante e riescono a crescere fino a 3 m. di altezza. I fiori, riuniti in corimbi che raggiungono anche i 15 cm. di larghezza, compaiono da luglio a settembre e, come visto, possono assumere tonalità del rosa e dell’azzurro.

Immagine 6 – Hydrangea macrophylla

Varietà proveniente dagli Stati Uniti Orientali è la Hydrangea arborescens che da luglio a settembre produce fiori, di colore bianco opaco all’inizio, bronzo in seguito, che compaiono riuniti in corimbi appiattiti delle dimensioni di 10-15 cm. di diametro. La cultivar più conosciuta per i suoi spettacolari fiori è sicuramente l’Hydrangea arborescens ‘Annabelle’.

Immagine 7 - Hydrangea arborescens ‘Annabelle’

Immagine 8 – Hydrangea aspera

Immagine 9 – Hydrangea paniculata

Specie a portamento rampicante è l’Hydrangea petiolaris, adatta a ricoprire muri, graticci e tronchi d’albero. È rustica e molto vigorosa, cresce fino a 20-25 m. di altezza.

Immagine 10 – Hydrangea petiolaris

L’Ortensia che si distingue di più nella stagione autunnale è sicuramente l’Hydrangea quercifolia, il nome della specie deriva dalla particolare forma della foglia che è lobata, più o meno profondamente, ampia, inizialmente di un verde medio che poi scurisce per tingersi in autunno di rosso scuro a partire dal margine verso l’interno. L’infiorescenza è un panicolo bianco crema, che si apre dalla base verso l’apice, con una densità di fiori sterili diversa a seconda della varietà; fioriscono da fine maggio ad agosto con tempi diversi a seconda di zona climatica, esposizione e cultivar. In inverno mostra il legno sfogliante di color arancio.

Immagine 11 – Hydrangea quercifolia

ACCOSTAMENTI CONSIGLIATI

Le tante specie e varietà presenti la rendono versatile nell’utilizzo in giardino. Può essere la star del giardino, creando un punto focale, o semplicemente può essere parte del cast entrando a far parte di un’aiuola dallo stile romantico. Se vogliamo integrarla in un’aiuola senza renderla protagonista non sarà impresa facile; ci sentiamo di consigliarvi di sperimentarla inserendola con graminacee ornamentali ad esempio per spezzare il ritmo di un Calamagrostis (Immagine 12), per far da sfondo a fioriture vivaci come quelle della Verbena o della Rudbekia o semplicemente per vivacizzare una siepe mista.

Immagine 12 - Nick McCullough Landscape

Molto utilizzata in vaso nei terrazzi e balconi grazie al suo portamento e alla sua eleganza. Ricordate che nella progettazione di terrazzi è fondamentale la ricerca del dettaglio; materiali e vegetazione devono essere in completa sinergia e collaborare in maniera armonica.

Immagine 13 – Hydrangea in terrazzo

Immagine 14 – Hydrangea in terrazzo associata a Viburnum, Buxus, etc.

Inoltre se avete la fortuna di avere una piscina nel vostro giardino e volete creare un’atmosfera romantica e raffinata le Ortensie faranno al caso vostro!

Immagine 15 – Piscina & Hydrangea

Sperimentate le varietà di Ortensie e fateci sapere qual è la vostra varietà preferita, mandateci foto e prendetevi sempre cura del vostro giardino, aiuta la mente e l’anima e ricordate:

Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno. Ci si deve risolvere ad amare anche le imperfezioni, altrimenti ci si illude.”

Hermann Hesse