Chi siamo, parte 2 - Professione Paesaggista

Il sito web di Pietro Porcinai, il più grande architetto del paesaggio del ‘900, apre con questa citazione:

Per vigliaccheria o per denaro la maggior parte degli architetti ha abbandonato il mondo delle cose costruite in armonia con la Natura, consentendo che sorgessero brutte città e orribili periferie. Spetta all’architetto paesaggista trovare rimedio a questa situazione, ma deve essere qualcuno che sa pensare prima di agire...

Pietro Porcinai è stato senza dubbio il più grande paesaggista italiano del ‘900, ha progettato e realizzato parchi urbani, giardini privati, aree agricole, autostrade, aree industriali, villaggi turistici, e i cosiddetti “giardini-paesaggio”. Nonostante il mestiere dell’architetto paesaggista abbia una lunga tradizione è ancora una professione poco riconosciuta.

Ogni volta che ci chiedono che lavoro facciamo è sempre molto difficile riuscire a far comprendere a pieno cosa significhi la nostra professione in poche parole.

Quindi cosa fa un Paesaggista? Cosa facciamo noi?

Noi ci occupiamo di progettazione, non siamo degli alieni (forse un po' lo siamo)! Nello specifico ci occupiamo di progettare spazi verdi in armonia con l’ambiente circostante. Ogni luogo ha una propria vocazione. Ogni paesaggio ha le proprie peculiarità. Ogni progetto è diverso.

Per progettare uno spazio esterno c’è bisogno di diverse competenze in numerosi ambiti: agronomia, botanica, filosofia, architettura, ecologia, antropologia, storia dell’arte e dei giardini, conoscenza delle normative e anche dei software di progettazione, etc. Siccome non siamo dei “tuttologi” è necessaria la collaborazione tra diverse figure.

Il paesaggista riesce a vedere il quadro completo diventando il regista e intermediario di tutte le figure professionali richieste in un progetto di paesaggio.

Le organizzazioni internazionali definiscono così la figura del Paesaggista:

L’architetto del Paesaggio secondo l’IFLA (Final version approved by the World Council of the International Federation of Landscape Architects – Banff (Canada), 2003):

L’Architetto del Paesaggio conduce ricerche e fornisce consulenze per la pianificazione, la progettazione, l’amministrazione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile degli spazi aperti e dell’ambiente, sia all’interno che all’esterno degli ambiti edificati. Per esercitare la professione di Architetto del Paesaggio è richiesta la laurea in Architettura del Paesaggio.

L’architetto del Paesaggio secondo l’EFLA (European Federation of Landscape Architects) (Bruxelles EFLA Declaration, 1989):

L’Architetto del Paesaggio pianifica e progetta paesaggi urbani e rurali nello spazio e nel tempo, sulla base delle caratteristiche naturali e dei valori storici e culturali del territorio. A questo fine fa riferimento a metodi e principi estetici, funzionali, scientifici e gestionali, con un appropriato uso di tecniche e materiali sia naturali che prodotti dall’uomo.

Due definizioni simili che soffermano l’attenzione su tematiche diverse; l’IFLA specifica che per esercitare la professione è richiesta la laurea in Architettura del Paesaggio e che la progettazione non si può limitare a un ambito circoscritto ma deve tener conto dei rapporti del luogo con l’ambiente circostante. L’EFLA evidenzia la componente temporale, essenziale per il nostro lavoro.

Lavoriamo con materia vivente che cambia nel tempo e nello spazio.

Immagine 1- Foto realizzazione, prima e dopo a distanza di un mese. Giardino naturalistico a Cesena


Per farti capire cosa intendiamo con componente temporale facciamo un esempio molto comune. Ti sarà capitato di vedere alberi piantati in piccoli giardini, o addossati agli edifici, vero? Ovviamente non era l’intenzione iniziale causare problemi ma semplicemente non si è tenuto conto dello sviluppo della pianta nel tempo. Le piante vanno scelte e relazionate allo spazio, avendo ben chiaro lo sviluppo massimo nel tempo.

Noi non siamo solo ‘quelli che mettono qualche pianta qua e là’, il nostro compito è anche quello di fare buon uso di materiali naturali e non. Piante e materiali inerti devono convivere in armonia, per limitare la manutenzione e per creare spazi che comunichino emozioni. Le emozioni fanno parte della nostra vita quotidiana ed è uno degli elementi con la quale lavoriamo. Ciò che desideri per il tuo giardino o per il parchetto dietro casa tua è di fondamentale importanza.

Sembra scontato ma ti prenderai cura del tuo spazio soltanto se sa trasmetterti emozioni, e l’emozione è la conseguenza di una buona progettazione.

Il paesaggista lavora per la gente e la sua materia prima è la natura!

Il termine Paesaggista rimanda alla parola paesaggio. Questo perché lavoriamo con e dentro il Paesaggio. E come detto all'inizio: ogni luogo ha il proprio carattere! Proprio come quello di una persona.

Per comprendere appieno il carattere di un luogo è necessaria una conoscenza approfondita della storia e della cultura del luogo stesso.

Per capire meglio cosa si intende con cultura del luogo facciamo un esempio: i cipressi in Toscana sono la memoria storica culturale del luogo, sono una presenza rassicurante e simbolica. Al contrario in certi luoghi sono legati a spazi cimiteriali e poco apprezzati nella progettazione. Ecco il paesaggio rappresenta la nostra cultura, la nostra storia e non possiamo non tenerne conto nella progettazione. Con questo non vogliamo dire che progettando in Toscana si useranno solo Cipressi, ma che la percezione dello spazio dipende dalla nostra cultura e della nostra storia.

Il nostro ruolo è immaginare un quadro più grande e duraturo creando valori in termini sociali, economici ed ambientali.

La figura del Paesaggista viene assoggettata a diverse professionalità e molto spesso ci si chiede quali siano le reali differenze e perché chiamare un paesaggista piuttosto che un'altra figura professionale. Riassumiamo insieme ciò che ci contraddistingue da altre figure:

  • PREVISIONE DEL FUTURO Nonostante il nostro titolo sia ‘Architetto Paesaggista’ abbiamo un percorso di studi ben differente da un Architetto o da un Agronomo. Ammettiamo che noi Paesaggisti siamo dei veri e propri mutaforma! Abbiamo basi di composizione (come gli Architetti) ma allo stesso tempo abbiamo una base agronomica molto solida (come gli Agronomi). Questo ci permette di realizzare spazi che funzionino sia a livello compositivo che agronomico. L’architetto, se non per interesse personale, non ha basi agronomiche, come noi non abbiamo basi sulle costruzioni! Per fortuna non progettiamo edifici, se no si salvi chi può!
  • COMPONENTE TEMPORALE Grazie a conoscenze botaniche e antropologiche riusciamo a prevedere lo sviluppo di uno spazio nel tempo. La componente temporale, di cui abbiamo già parlato, riguarda soprattutto lo sviluppo delle piante. È importante capire quante e quali piante inserire, in funzione del loro sviluppo, in modo da farti risparmiare soldi e tempo.
  • PERCEZIONI Percorsi di studi diversi portano a percezioni dello spazio molto differenti. Per fare un esempio scontato se metti insieme un Architetto e un Paesaggista e a destra c’è un campo fiorito mentre a sinistra un’opera architettonica di rilevanza è sicuro che il Paesaggista volgerà lo sguardo verso destra e l’Architetto verso sinistra. Nello stesso modo un giardiniere osserverà i problemi focalizzandosi nei dettagli e non sulla composizione complessiva dello spazio o sulla relazione con il paesaggio. Deformazioni professionali che inquadrano ciò che intendiamo con percezioni differenti. L’approccio di un paesaggista si basa inizialmente su una visione di insieme e poi nel dettaglio delle forme e dei colori.

Purtroppo, c’è ancora molta confusione in Italia e si pensa che chiamare il Paesaggista comporti solo spese extra, ma soprattutto non c’è collaborazione. La collaborazione tra le diverse figure professionali è alla base per la realizzazione di uno spazio completo sotto tutti i punti di vista: ecologico, ambientale, architettonico, agronomico e paesaggistico. Abbiamo parlato di chi siamo (clicca qui se ti sei perso l'articolo) e di cosa facciamo e nei prossimi articoli vi parleremo di come lavoriamo e tutti i segreti su come nasce progetto.

DipintoSucci